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LA VERSIONE ORIGINALE

L’utilizzo della versione originale in sala é uno dei campi in cui il sistema francese può stimolarci maggiormente. Non solo per dei motivi artistici (la fedeltà all’opera), ma soprattutto per una questione economica. Nel 2014, i film in VO rappresentano il 16,3% del mercato cinematografico francese (34,06 mln di biglietti*), mentre in Italia resto mercato può ancora crescere molto.

voNell’esagono un film può uscire al cinema in due modi : il pacchetto “VO + VF” oppure solo in versione originale.

Il pacchetto “VO + VF” é la norma per ogni film di origine straniera non adolescenziale. Gli spettatori francesi possono guardare molti film di hollywood in VF : Star Wars, The Martian, 007 Spectre, anche Kung Fu Panda ! Vengono distribuiti solo in VF molti film per i teenages, come Zoolander 2, ma per esempio non Divergente 3, che ha anche la VO. In VF ovviamente i film per i più piccoli, che avrebbero problemi a leggere velocemente i sottotitoli.

Ci sono poi molti film stranieri che sono distribuiti solo in Versione Originale.

Per i film d’autore forti la VO non é limitativa perché il loro pubblico é abituato. Mia Madre e Il figlio di Saul, per fare due esempi recenti, hanno incassato rispettivamente ~ 2,5 mln e ~ 1 mln nonostante nonostante siano usciti solo in versione originale. (Per la cronaca l’ultimo moretti ha incassato 3.5 mln in Italia.) Per questi film ci sarebbero i soldi per realizzare il doppiaggio, ma non sembra più necessario. Il distributore risparmia così somme importanti da investire sulla comunicazione (o sull’acquisto di un altro film).

Per film più deboli, invece,  la VO é l’unico modo di arrivare in sala. Eliminato il costo del doppiaggio, anche l’uscita di film più complessi o di registi meno conosciuti può essere redditizia. Louisiana.The Other Side di Minervini é arrivato nelle sale francesi.

Nel 2014 in Francia sono stati distribuiti 150 film in più rispetto alle sale italiane. Tra questi, molti film festivalieri che arricchiscono il calendario essai di uscite oltralpe e che in Italia diventano buoni per le classifiche “migliori film che in Italia forse non vedremo mai”. La distribuzione in VO aumenterebbe le uscite d’essai nel Bel Paese ?

Forse anche in Italia, con un po’ di perseverenza, la VO potrebbe diventare una realtà redditizia. Basti pensare che oltralpe il terreno é al quanto ostile, sulla carta. La televisione francese propone molto raramente dei contenuti sottotitolati e che i francesi hanno una conoscenza delle lingue straniere molto basso (questo il loro giudizio, non mi permetterei mai …).

Sdoganare la VO é  difficile ma possibile ; eccoti un esempio reale.

Philippe, direttore del cinema Pax dove lavoro, arriva nel 2002, ancora nell’era dell’analogico. Con il 35mm i sottotitoli erano stampati sulla pellicola : era obbligatorio scegliere quale versione del film, tra VO e VF, si voleva proiettare per tutta la settimana. Philippe decide di puntare sulla VO, per smarcarsi dai multisala ma anche perché crede che sia più bello guardare un film nella lingua in cui é girato. Il Pax inizia a ricevere periodicamente delle lettere di lamentela per i troppi film in VO. L’argomento principale? Leggendo i sottotitoli si perdono le immagini.

vo2Si riflette allora ad una strategia per avvicinare il pubblico piú scettico. Si decide di organizzare dei ciné-repas, serate conviviali dove due film in VO vengono intervallati da una cena a tema (spesso il tema é una nazione, serata spagnola, serata inglese …). Come spiegavo nell’articolo sulla recente cine-cena italiana, il pubblico di questi avvenimenti non é cinefilo, ma, attirato dal format piacevole, scopre che se il film è bello la VO non é poi “così male”. Si perdono delle immagini, sì, ma si guadagna il suono di una lingua, le voci degli attori, le loro intonazioni, fattori non-doppiabili.

Piano piano, con il passare dei mesi e degli anni, gli spettatori si abituano e nessuno si lamenta più. Anzi, delle nuove lettere arrivano al cinema : “mesi fa vi avevo scritto lamentandomi per i sottotitoli. Grazie a voi ho scoperto il piacere della versione originale e oggi non riesco più a vedere un film doppiato, capisco subito che il labiale non corrisponde”.

Nei dispositivi scolastici organizzati dal CNC (proiezioni sostenute dallo stato), i liceali guardano i film stranieri in VO mentre alle scuole medie si può scegliere. Nelle proiezioni commerciali sono invece sempre doppiati i film per i bambini.

Per concludere, il rapporto tra giovani e VO sta cambiano. Molti under 30 guardano le serie americane in streaming direttamente in lingua, visto che il doppiaggio richiede tempo. Questo cambiamento si é visto nelle sale francesi e mi fa pensare che il pubblico della VO sia ormai molto numeroso anche in Italia.

Dopo tutto, guarderesti un film italiano in turco ?

* : nel 2013 la percentuale era del 18,8%. Sugli ultimi dieci anni questa parte di mercato varia tra il 16,0% (nel 2005) e il 20,2% (nel 2009). “Baisse de la version originale. En 2014, 16,3% des entrées sont réalisées par des œuvres projetées en version originale en langue étrangère, contre 18,8% en 2013. Les entrées des films en version originale étrangère diminuent de 6,5%, à 34,06 millions d’entrées en 2014. Sur les dix dernières années, cette part varie entre 16,0% (en 2005) et 20,2% (en 2009).”

Per approfondire http://www.cnc.fr/web/fr/publications/-/ressources/6935905, Bilan 2014 du CNC pag 8.

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