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IL MINIMO GARANTITO

Il minimo garantito é una somma che una sala deve “garantire” al distributore, qualunque sia l’esito economico del film in sala.

MGNell’inverno 2013 un distributore mi chiamò perché voleva portare un piccolo film indipendente nel cinema con cui collaboravo a Sondrio. La proposta non mi sembrava male : “50% con 200€ di minimo garantito” per una proiezione in presenza della produttrice. Convinto del buon affare, chiamai un amico-gestore e gli proposi di organizzare una tappa nel suo cinema, per dividerci il rimborso del trasporto della produttrice. « Guarda, non ho visto il film, ma mi fanno arrabbiare : a rischiare sono sempre le sale ! » mi disse stizzito.

Dopo due anni di esperienza oltralpe lo devo dire : con il minimo garantito i cinema italiani prendono molti più rischi dei cugini francesi.

COSA SUCCEDE IN ITALIA?

All’epoca non sapevo bene come funzionasse il minimo garantito, un meccanismo abbastanza semplice.  “50% con 200€ di minimo garantito”  significa che il 50% degli incassi* andrà al distributore. Se questa cifra è inferiore a 200€ (il minimo garantito pattuito), la sala deve comunque versare 200€ al distributore. Il distributore si garantisce un guadagno sicuro, anche a sala vuota.

Per continuare con l’esempio, 80 spettatori con un biglietto a 5 € equivalgono a 400€ di incassi. Si applica così il 50% : Il distributore prende 200€ e alla sala restano 200€. Se gli spettatori sono meno di 80, la parte del distributore sarà comunque di 200 €. La sala si prende il resto, con cui deve coprire i costi di gestione e le altre fatture. Un cinema rischia di pagare al distributore più di quando lui stesso guadagni o, nel peggiore dei casi, di andare in rosso.

(La stessa dinamica entra in gioco quando un’associazione o un ente pubblico vogliono proiettare un film.)

QUANTO È IL MINIMO GARANTITO IN ITALIA ?

Varia da pellicola a pellicola. Possiamo dire che parte da 150-180 € e può arrivare oltre i 1000 € per le grandi uscite (Kong-Fu Panda, American Sniper). Per superare il MG un cinema tiene in cartellone lo stesso film per più giorni. Se però si é aperti solo la sera significa proiettare al massimo due film a settimana. Questo é impensabile in Francia, come ho spiegato nell’articolo sulla multiprogrammazione dove abbiamo parlato del piccolo cinema S. Joseph che fa 7 film in una settimana !

COSA SUCCEDE IN FRANCIA ?

Un aspetto geniale della distribuzione francese é che non esistono minimi garantiti sulle uscite nazionali. Gli incassi sono ripartiti sempre al 50% e se un film fa un buco nell’acqua … mal comune mezzo gaudio !

I cinema hanno spesso un minimo di spettacoli a garantire (vedi sempre multiprogrammazione) e questo evita l’effetto juke box : un film ha più spettacoli durante la settimana e la sala ha tutto l’interesse di esporlo nel miglior modo possibile, per attirare più spettatori.

Il minimo garantito (MG) resta in Francia per i film fuori distribuzione normale. Per esempio al Pax per la cine-cena italiana lo abbiamo dovuto pagare su Il capitale umano.

Fino a 2-3 anni fa, il minimo garantito veniva percepito dalle sale francesi come un rimborso da pagare al distributore per lo stoccaggio del film, oneroso con la pellicola. Con il digitale ciò ha meno senso ma, per ora, la prassi non é cambiata.

COSA CAMBIA PER LO SPETTATORE ?

È evidente che la programmazione di un cinema risente dei MG. Al Pax nell’ultima settimana 3 dei 5 film di nuova programmazione non hanno superano gli 80 spettatori : A perfect day (con Benicio del Toro, in prima visione) 80 spett., Ce sentiment de l’été 21 spett., J’avancerai vers toi… 40 spettatori. Stesso copione la settimana precedente, dove 4 film di nuova programmazione su 6 hanno richiamato meno di 55 spettatori.

Avessimo avuto dei MG questi film non li avremmo fatti. Le spettatore avrebbe avuto 50% in meno di scelta. Il cinema e i distributori avrebbero perso 323 biglietti in due settimane.

MG E FILM D’AUTORE IN ITALIA

Non voglio insegnare il suo lavoro a nessuno, anche perché non ne sarei capace . Ogni gestore, volontario o professionista, fa i suoi calcoli. La mia esperienza mi fa però dubitare dell’efficacità della programmazione italiana.

Il MG mi sembra una pratica pericolosa, in particolar modo sui film d’autore, dove il pubblico é più ridotto. Programmando questi film le sale di provincia hanno paura di non rientrare nei costi. Da qui la difficoltà di distribuire i film d’essai.

Il cinema d’autore viene escluso dai circuiti più cospicui ed è spesso segregato nelle serate « cineforum » : appuntamenti settimanali fissi (ogni giovedì, per esempio), dove si passano i film d’autore della stagione, a volte in un’unica proiezione (per la serie « L’hai perso ? Cavoli tuoi… »). Questa formula permette di fare una pubblicità con largo anticipo (il programma può coprire più mesi) e di concentrare il pubblico in un unico appuntamento. Il cinema d’autore arriva così in molte città italiane e la sala diminuisce il rischio economico. Abbiamo salvato capre e cavoli ?

UN MECCANISMO FALLIMENTARE

Direi che sono morti capre e cavoli. Prendiamo un esempio recente.

Fuocoammare in Italia é uscito in 47 copie, aumentate a 72 copie nella seconda settimana di distribuzione dopo la vittoria dell’Orso d’Oro. Quello che mi interessa é un altro dato : alla sua quinta settimana in sala nell’alta Lombardia (provincie di Lc-Co-So, + di 1 mln di abitanti) il film é stato programmato in un solo cinema. (voci di corridoio mi dicono che il distributore, la 01, chiedeva almeno una settimana e 400 € di MG. Le sale hanno aspettato che queste richieste calino)

L’onda mediatica é stata veramente sfruttata ? Quanti spettatori avrebbero voluto vederlo nella settimana dopo la Berlinale anche nelle città o piccole città del nord della Lombardia?

Fuocoammare verrà proiettato nei cineforum, uno-due giorni per città, quando ormai stampa, radio e televisioni parleranno d’altro. Così facendo, quanti spettatori ha perso il film, il suo distributore e i cinema ?

Il discorso continua nel prossimo articolo : film d’autore e botteghino.

*In questo articolo non consideriamo l’IVA e la Siae che esistono anche in Francia.

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