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Grande o piccolo pubblico ?

Una delle questioni centrali del mio lavoro é capire quale pubblico verrà a vedere questo o quel film. In ogni programma bisogna accontentare il grande e il piccolo pubblico – quello più esigente, con dei film più interessanti e di paesi differenti.

Venendo dal Cinema Pax, dove il “piccolo” pubblico é l`80% degli spettatori, l’arrivo in un multisala é stato abbastanza doloroso. Spesso litigo con i distributori per avere dei film lontano dei miei gusti e a volte persino dalla mia etica (American Nightmare per esempio, che ho provato a boicottare finché ho potuto).

GhostBuster2

Maglietta a tema Ghost Buster per l’uscita del nuovo episodio della saga

Non sono snob ! Questa estate mi sono fatto una bella dose di film commerciali. Forse sono capitato male ma mi hanno deluso tutti : chi più (Suicide Squad, Vita da animali) chi meno (GGG, Independence Day). E quando i clienti alla casse ti chiedono un consiglio a volte ti viene voglia di dirgli : “Guardi, c’é il sole vada a fare una passeggiata al posto di vedere l’ennesima americanata senza trama e piena di effetti speciali”.

Ognuno guarda quello che vuole, chi sono io per giudicare i gusti di uno spettatore. Ma a volte mi sembra di lavoratore un fast food e vendere del cibo di così bassa qualità che neanche gratis lo mangerei. Ciò nonostante, devo venderlo con il sorriso ed essere contento che il BigMac (o Vita da animali)  mi paga lo stipendio. E bisogna essere onesti : i 3.000 biglietti del Mondo di Dory (forse il buon blockbuster dell’estate) servono a coprire il buco dei film per il “piccolo” pubblico.

Ma ho la sensazione che così piccolo questo pubblico non lo sia e che potrebbe crescere molto a Redon. Servirebbe una programmazione con 2-3 settimane d’anticipo per comunicarlo meglio. Un flyer e una newsletter ad hoc al posto di mettere i film art et essai nello stesso programma dei film commerciali. Servirebbero degli eventi mensili, una sala su 5 dedicata solo ai film d’autore e – perché no? – una tessera e dei prezzi differenti.

Ma oggi parlando con un amico ho capito una cosa.

Sviluppare il piccolo pubblico ok ; ma a quale prezzo ? Per creare una sala a parte dentro il cinema, dividere  il pubblico tra persone sensibili e volgari, aperte di spirito e chiuse a saracinesca, cinefili e consumatori i film. No, grazie.

Ci ho messo due mesi a capirlo ma la forza di avere uno solo cinema in una città é semplice : é uno solo e deve essere popolare e intellettuale allo stesso tempo. Siamo sempre più divisi da muri, schermi, paure verso chi non conosciamo, a cosa servirebbe creare un’altra divisione?

Allora bisogna cercare il buon equilibrio e restare vigilanti. Perché la programmazione può diventare velocemente sempre più popolare (ed é qui che un cinema associativo ha più forza rispetto a uno privato).

Chiudo questa riflessione  un po’ pesante con una nota dolce. Se mai doveste scegliere tra abitare in una grande città o in un paesino io non ho dubbi. Ritornando in bici dal lavoro ieri, in un bel paesaggio di campagna vicino al fiume, ho anche trovato delle more per fare merenda !

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Inoltre notiziona : a gennaio 2017 esce in Francia Jeeg Robot, finalmente riuscirò a vederlo!

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