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Fuocoaccinema : La distribuzione italiana è da buttare ?

Spesso gli esercenti italiani se la prendono con la distribuzione. Perché non si adatta ai “nuovi modelli di business”, perché ancora oggi in Italia sembra non sia possibile fare una multiprogrammazione. Visto che non mi piace parlare per partito preso ho deciso di fare un test : analizzare come è stato distribuito il film Fuocoammare in Italia e in Francia. La distribuzione italiana ne uscirà con le ossa rotte?

locandina-fuocoammareMa chi é un distributore? Un distributore è la società che ha comprato i diritti di distribuzione di un film in un determinato paese. Sono loro che si deve chiamare se si vuole proiettare un film al cinema di quartiere (o le loro agenzie), e con loro si deve negoziare le condizioni (numero di proiezioni/numero di settimane/minimo garantito).

Fuocoammare. Ho scelto di analizzare l’uscita di questo film perché, a prescindere che piaccia o meno, resta un film culturalmente importante (anche solo per lo spazio mediatico dedicato a Lampedusa in televisione e l’impegno di Rosi nella produzione). La vincita dell’Orso d’Oro a Berlino ha dato un po’ di notorietà anche oltralpe a questa coproduzione italo-francese.

In Italia il film esce il 18 Febbraio 2016 in 50 copie. Trionfante a Berlino le copie aumentano nella seconda settimana (76) e nella terza (82). L’incasso alla quinta settimana è di 796.000€ e quello totale (dati a novembre 2016, 10 mesi dopo l’uscita) é di 1.095.000€.

In Francia il film esce il 28 settembre 2016 in 57 copie, che aumentano in seconda e terza settimana (78 e 76). L’incasso alla quinta settimana é stimato a 296.081€* e quello totale (dati a gennaio 2017, 3,5 mesi dopo l’uscita) é di 438.250€*.

Distr. Italia Dist. Francia
Incassi alla 5^sett 796.000 € 296.081 €*
Incassi totali 1.095.000 € 438.250 €*
schermi 1^sett 50 57
schermi 2^sett 76 78
schermi 3^sett 82 76
schermi 4^sett 60 73
schermi 5^sett 58 62
Guadagno per copia (incassi/numero maggiore di copie) 13.354 € 5.619 €

In Italia il film arriva in sala con la 01 Distribution (tra i più grossi distributori italiani) mentre in Francia con Meteore Films (minuscola al confronto), che ringrazio per avermi fornito i rispettivi dati sul film.

La distribuzione é abbastanza simile (numero di copie) mentre il guadagno é molto più forte in Italia (più del doppio). La distribuzione italiana ne esce quindi vincente ?

fuocoammare-foto

Con calma… Il maggior successo di Fuocommare nel bel paese è facilmente comprensibile visto che é un documentario girato in Italia da un regista italiano (in Francia il film é uscito solo in versione originale). Basterebbe chiedersi quanti documentari girati all’estero da registi esteri escano in Italia all’anno per capire che in Francia il film aveva meno potenziale.

Ma nonostante il minor potenziale oltralpe il film è uscito nello stesso numero di copie !  Salvo errori nelle mie ricerche, alla sua quinta settimana in sala nell’alta Lombardia (provincie di Lc-Co-So, + di 1 mln di abitanti) Fuocoammare era stato programmato in un solo cinema. (voci di corridoio mi dicono che la 01 chiedeva un minimo garantito di 400 €). Se il film funzionava così bene perché la 01 non l’ha distribuito in più copie ? Quanti spettatori sono stati persi?

Sembra che oltralpe sia più facile per i distributori ammortizzare i costi di uscita. Infatti il guadagno per copia di Fuocoammare in Italia è 2,37 volte più elevato che in Francia (non credo che alla Meteore films si aspettassero di fare sul film gli incassi italiani). Perché? Più aiuti dello stato (copie film ADRC)? Non so rispondere ma mi piacerebbe che qualcuno me lo spiegasse …

Una idea che ritorna dall’articolo “Film d’autore e botteghino”: il sistema di distribuzione italiano riesce a sfruttare al massimo il potenziale economico dei film d’essai ?

* Per confrontare le cifre francesi (che sono espresse in numero di biglietti venduti) a quelle italiane (che sono espresse in €) ho moltiplicato il numero di biglietti venduti per il prezzo medio del biglietto in Francia (6,50€). Come metodo é lontano dalla perfezione… ma é l’unico che ho trovato !

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2 thoughts on “Fuocoaccinema : La distribuzione italiana è da buttare ?

  1. Mi chiamo Giancarlo zambelli, abito a Boretto R.E (Bassa Reggiana Ho avuto la fortuna di avere avuto un figlio cha ha fatto il DAMS a Bologna.Un giorno mentre tornava dalla università, ha fatto un incidente mortale a 50 metri da casa,Dopo qualche mese, alcuni amici dove lavorava al cinema “Edison di Parma. dopola sua morte, le hanno dedicato quattro film in piazza, del paese (naturalmente era periodo estivo,Nel mio Comune erano hanni che il cinema era stato chiuso,,ebbene, dal quel giorno è nato un cineclub dedicato a mio figlio “Cineclub “c.Zambelli” siamo una decina di persone, tutti volontari, il Comune ci da un piccolo contributo più la sala gratuita che non è poco. In 16 anni ho imparato cosa vuole dire cinema dal punto organizzativo,Noi facciamo film d’essai,non le dico le fatiche per avere un film dalla casa distributrice con dei costi che vanno dai 200/50 e più.sono arrabiatissimo con la legge Franceschini che non favorisce le piccole sale cineclub, cineforum,.la legge favorisce le multi sale dove si fa BUSSINES non cultura cinematgrafica..In questi giorni ho ricevuto “Diari del cinema” dove persone molto più qualificate che il sottoscritto,hanno criticato la legge sul cinema, senza se, e senza ma. Mi fermo qui per dirle le dificcoltà che troviamo e le spese,ma noi non molliamo.la mia intenzione è quello di fare un convegno nazionale di tutte le piccole sale comprese quelle parrochiali per capaire cosa dobbiamo fare per garantire a noi piccoli che facciamo cinema per passione e per dare al pubblico film che sappiano smuovere le coscienze dei spettatori. Grazie per avermi letto Zambelli Giancarlo Boretto Reggio Emilia

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    • Grazie Giancarlo per la forte testimonianza. Purtroppo rispetto alla Francia le piccole realtà italiane hanno spesso dei costi aggiuntivi (come il minimo garantito) che mettono a dura prova chi le gestisce. Sono una bellissima ricchezza per le comunità e dobbiamo difenderle, come spesso fanno le municipalità in Francia.
      Da parte mia aspetto di vedere i decreti attuativi per capire veramente il decreto Franceschini ma non credo risolverà tutto ; quello che ci vorrebbe é un passo indietro dei distributori sul minimo garantito e la multiprogrammazione. Ho 27 anni e se le cose non cambiano non credo che lavorerò in Italia.
      Grazie mille ancora !

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