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Accesso ai film : ITA-FRA a confronto

accesso ai filmC’è una domanda che mi è stata posta più di tutte durante le mie ferie in Italia (più di “Come stai?” o “Cerchi fumo?” come direbbe Zero Calcare) : “Perché vuoi tornare a lavorare in un cinema in Italia con il sistema che abbiamo???”. E spesso il problema maggiore é l’accesso ai film, cioè la possibilità ai cinema di proiettare le opere che vogliono. In questo articolo cercherò di spiegare come i piccoli cinema ottengono i film in Italia (dove conosco un po’ la Lombardia) e in Francia. Pronti ? Partiamo con due differenze strutturali :

  1. L’esclusività : In Italia i distributori richiedono per le uscite nazionali nei monosala l’esclusività : la sala è quindi obbligata a passare solo quel film per quella settimana (con aberrazioni importanti : se prendevi La La Land eri obbligato a passarlo anche alla domenica pomeriggio dove un film per bambini avrebbe probabilmente incassato di più).
    In Francia invece il centro della negoziazione è il numero di proiezioni e nessuno chiede l’esclusività. Normalmente si domanda 14-17 proiezioni per la prima settimana, se avete un programmatore, possono essere spalmate su più sale (per esempio 5 spettacoli su 3 sale diverse = 15 proiezioni). Questo rende possibile la multiprogrammazione.
  2. L’agenzia.
    In Francia : distributore > (programmatore) > sala cinematografica
    in Italia : distributore > agenzia > (programmatore) > sala cinematografica
    L’agenzia è un intermediario tipico del sistema italiano. Ha l’incarico da parte dei distributori di gestisce a livello territoriale la negoziazione dei film con le sale, prendendo un compenso. Le agenzie possono lavorare per un solo distributore (Arcofilm con la Fox) o raggruppare più distributori (la PGA in Lombardia rappresenta 01 Distribution, Eagle Pictures, Medusa, Notorious Pictures, Universal, …). Prima riflessione : avere un intermediario in più può forse aumentare la qualità del servizio ma sicuramente aumenta il costo e l’efficienza del processo. Seconda riflessione : se una agenzia rappresenta tante case di distribuzione (e quindi tanti film) può abusare della sua posizione dominante e far pressione sulle sale (o sui programmatori) per piazzare dei film meno interessanti. Oltralpe, visto che ogni distributore fa da se, al massimo ti può ricattare sui prossimi film del listino, ma ha molta meno forza.

I distributori italiani hanno quindi diverse agenzie a seconda della zona (qui l’esempio della Bim) mentre quelli francesi gestiscono tutto dagli uffici di Parigi. Da notare che in Lombardia la Warner ha uno studio dove gestisce direttamente i suoi film, un ibrido più simile al sistema francese.

Accesso Diretto. In ITA come in FRA c’è la possibilità di chiamare i distributori (o le loro agenzie) per negoziare direttamente i film. La programmazione diretta ha senso se si hanno dei buoni giri d’affari. In Francia direi che servono almeno 80.000 ingressi mentre in Italia anche dei monosala molto meno redditizi decidono di prendere questa strada (ci ritorneremo su perchè). Sono le agenzie italiane sul territorio che decidono se un cinema è troppo piccolo per negoziare direttamente con loro.

Accesso Indiretto : il programmatore (o programmatore esterno) è l’intermediario tra le agenzie (o distributori FRA) e le sale. Questa è la programmazione del cinema Pax (spiegata in questo magnifico articolo :)). Il concetto di base è identico : il programmatore raggruppa più sale per avere più forza nella negoziazione. In cambio chiede alle sale una percentuale sugli incassi (che varia a seconda dei cinema) o un tot fisso. In Italia si abbassano così i Minimi Garantiti, mentre l’esposizione (1-2 settimane in esclusività) sono più difficili da abbassare. Oltralpe, non essendoci MG, il vantaggione è che, come dicevamo a inizio articolo, il programmatore spalma il numero di proiezioni su più sale, scegliendo con il distributore i cinema in cui il film uscirà.

In entrambi i paesi il programmatore organizza anche l’invio del DCP nelle sale riducendo di molto il lavoro del distributore/agenzia. Facciamo un esempio pratico : in Francia 4 sale che hanno lo stesso programmatore vogliono programmare alla 4a settimana Moonlight. Il programmatore si organizza per fare arrivare il DCP nelle sale in tempo per caricarlo sui dischi duri per la prima proiezione. La copia andrà per esempio a Nantes, poi a Redon (a 50 km), passerà in un cinemino di campagna prima di andare a CinéRennes e ritornare in magazzino. In Francia non ci sono MG normalmente ma se anche il distributore ce li mettesse sarebbe 200€\4 (numero di sale) = 50€ a sala. Se la stessa cosa avviene in Italia l’agenzia domanda 200€ di MG a tutte e quattro le sale (facendo 800€ di MG al posto di 200€) senza aver avuto degli importanti costi aggiuntivi visto che la logistica e il trasporto sono a carico del programmatore e delle sale. Il sistema francese invita quindi i cinema a proiettare più film, senza spaventarli con MG ; nasce quindi un circolo virtuoso : + film = + spettacoli (molto spesso i monosala francesi passano dei film alle 18:00, diversi dai film delle 20:00) = + incassi.

Cinema St gilles multiprog

Programmazione settimanale di un monosala francese (città di 15.000 abitanti) gestito solo da volontari (con programmatore esterno). 3 proiezioni al giorno.

Avendo sempre un minimo garantito per qualsiasi film, anche se si è programmati da un programmatore, le sale italiane non sono incentivate a mettersi in rete. Di conseguenza, come dicevamo sopra, scelgono la negoziazione diretta più spesso delle sale francesi. Ma i minimi garantiti hanno creato un altro problema molto interessante.

Svalutare il biglietto. Come dicevamo in questo articolo il minimo garantito fa cadere il rischio economico sulle sale che, non sceme, si sono organizzate. Per essere sicure di rientrare nei costi decidono di proporre delle iscrizioni alle rassegne annuali ai loro spettatori molto vantaggiose. Per 50-60€ si possono vedere 20-25 film, al prezzo di 3-2 € a proiezione (e c’è anche chi fa meno!). In questo modo si evitano le sale vuote per film più difficili e quindi di perdere dei soldi con gli MG. Questa strategia è spesso applicata da sale gestite solo da volontari (che non hanno stipendi da pagare) ed è sicuramente positiva nel suo rendere accessibile il cinema. Ma molti clienti sarebbero disposti a pagare anche di più e si perde così una parte di guadagno importante che potrebbe migliorare la qualità del servizio (magari assumendo qualche giovane direttore di cinema che ha già fatto esperienze all’estero ;)). Si abbassa così il prezzo medio del biglietto e tutta la filiera ci perde : distributori ed esercenti. Questa deriva non esiste in Francia dove, senza la paura del MG, le sale tengono un prezzo medio più alto.

Non avete capito niente di questo articolo? E’ molto probabile visto che ho concentrato un sacco di cose! Vi consiglio di leggere questi tre articoli (programmazione nei monosala, multiprogrammazione e minimo garantito) e ritentare la vostra fortuna 🙂 Se vi restano dei dubbi non esitate a scrivermi !

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